Rinaldi Simona - Assegnisti

Nome: Simona
Cognome: Rinaldi
E-mail: simona.rinaldi@entecra.it
Ufficio: 06 7002636 246
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Aree e settori di competenza

Fisiologia delle produzioni agrarie

Tecnologie innovative per l’incremento dell’efficienza d’uso degli elementi nutritivi ed il miglioramento dello sviluppo radicale

Fisiologia dello sviluppo vegetale in relazione agli input idrici e nutrizionali

Nutrizione delle piante e mezzi tecnici

Uso di fertilizzanti e riconversione di biomasse di scarto, determinazione componenti nelle matrici



Presentazione

La Dott.ssa Simona Rinaldi si laurea in Scienze Biologiche - Indirizzo Biologia Cellulare e dello Sviluppo - nel 2001 svolgendo una tesi sperimentale presso il laboratorio di Biologia Cellulare dei Vegetali dell’Università “La Sapienza” di Roma dove ha maturato esperienza nell’allestimento di colture cellulari, produzione ed estrazione di antocianine, analisi spettrofotometriche ed osservazioni citologiche al microscopio.

Inizia la sua attività scientifica presso il CRA - Centro di ricerca per lo studio delle relazioni tra pianta e suolo - nel 2004 come volontaria inserendosi nella linea di ricerca riguardante l’analisi qualitativa di diverse specie orticole in relazione alla loro tecnica colturale tradizionale o biologica, occupandosi in particolare di determinare l’attività antiossidante, il potere riducente ed il contenuto in polifenoli in estratti vegetali.

Seguono poi una serie di contratti di collaborazione che le consentono di inserirsi al meglio in diverse attività di ricerca per l’ottimizzazione di sistemi di allevamento fuori suolo e di acquisire esperienza nella valutazione e miglioramento della qualità delle piante, nell’analisi degli assorbimenti degli elementi nutritivi, nella determinazioni di attività fotosintetica, traspirazione ed efficienza d’uso dell’acqua per la valutazione della risposta fisiologica della pianta.

Ha collaborato all’attività di ricerca per la messa a punto di un sistema fuori suolo (floating system) per la produzione di ravanello (Raphanus sativus L.) e la valutazione dell’effetto della soluzione nutritiva sulla resa e sulla qualità del prodotto ottenuto.

Ha partecipato dal 2006 al 2008 alla realizzazione del progetto Pro.Flo.Mer. - Valorizzazione delle produzioni florovivaistiche del Meridione - per la verifica dell’utilizzo come substrati di otto diversi tipi di compost, sia verdi che misti, prodotti nella regione Puglia, ed individuare la percentuale ottimale di sostituzione della torba, per l’allevamento di specie ornamentali mediterranee in vaso. Al fine di valutare le possibilità di impiego dei compost, sono state realizzate miscele nelle quali la torba è stata sostituita parzialmente o totalmente da compost e sono state caratterizzate per quanto riguarda i parametri fisico-chimici; tali miscele sono state utilizzate come substrati per l’allevamento delle specie Rhamnus alaternus L., Rosmarinus officinalis L., Euphorbia x lomi, Hibiscus rosa sinensis e Bouganvillea con la messa a punto della gestione del sistema relativamente alla frequenza dell’irrigazione, ed all’ottimizzazione degli apporti di elementi con la soluzione nutritiva.

I risultati ottenuti evidenziano buone potenzialità di utilizzo dei compost, non solo verdi ma anche misti, per l’allevamento delle piante ornamentali, apportando un significativo contributo al migliorando della sostenibilità economica ed ambientale delle produzioni vegetali grazie alla sostituzione della torba, che presenta problemi di reperibilità, con compost ottenuti da biomasse organiche di scarto dell’industria agro-alimentare, residui della potatura del verde urbano o materiale organico proveniente da raccolta differenziata.

Su questa tematica sono attualmente in corso progetti per la messa a punto di substrati di coltivazione dalle caratteristiche chimico fisiche e con contenuti di macro e microelementi tali da apportare miglioramenti morfo-funzionali degli apparati radicali per far fronte alle problematiche relative a stress da trasporto o da trapianto in aree urbane.

Un'altra linea di ricerca dove la Dott.ssa Simona Rinaldi si è inserita riguarda lo studio della variazione dei parametri fisiologici della pianta in risposta a diverse condizioni colturali, ambientali o di stress e la valutazione della risposta fisiologica di diverse specie orticole, floricole ed arboree in termini di scambi gassosi e traspirativi, di efficienza d’uso dell’acqua ed efficienza fotosintetica durante il ciclo vegetativo.

Parallelamente ha contribuito alla messa a punto di un metodo d’analisi per valutare le proprietà biostimolanti di prodotti liquidi o solidi di diversa origine. Il test proposto permette una rapida stima delle eventuali proprietà biostimolanti di una sostanza mediante il confronto della velocità di crescita radicale di piante allevate in condizioni controllate. Si è scelto di trapiantare i semi germinati in vasi contenenti substrato inerte quale sabbia di quarzo per eliminare qualsiasi effetto nutrizionale. Dopo un breve periodo di crescita, stabilito in base alla specie impiegata, viene misurata la lunghezza ed il peso dell’apparato radicale e della parte epigea. Per motivi di praticità si consiglia l’utilizzo di specie con apparati radicali facilmente misurabili e che consentano di eseguire il test in tempi brevi, quali ad esempio il mais (Zea mais L.).

Ha svolto inoltre una serie di prove sperimentali di fertilizzazione in serra per lo studio di diversi prodotti sia minerali che organici da utilizzarsi come concimi o ammendanti di nuova generazione (prodotti a base di alghe, a matrice vetrosa, effluenti zootecnici, biodigesti) allo scopo di evidenziarne gli effetti positivi sulla crescita sia della parte epigea che ipogea della pianta e sull'assorbimento da parte delle radici degli elementi nutritivi presenti. Tali prove sono state effettuate in vaso, impiegando terreno o substrato, su diverse specie quali lattuga, mais, orzo e geranio a seconda delle esigenze sperimentali ed al termine di ciascuna prova sono stai valutati i parametri di accrescimento e qualità delle piante prodotte (peso fresco e secco, numero ed area delle foglie, lunghezza di radice e germoglio), analizzati i contenuti minerali nella parte epigea ed il contenuto di clorofilla e carotenoidi delle foglie ed eseguite osservazioni microscopiche degli apparati radicali isolati.