Responsabile


Rea Elvira
elvira.rea@entecra.it

Staff

De Lucia Barbara
barbara.delucia@agr.uniba.it
Pierandrei Fernando
Vecchietti Lorenzo
lorenzo.vecchietti@agr.uniba.it
Ventrelli Antonio
a.ventrelli@agr.uniba.it

Fisiologia delle produzioni agrarie

Fisiologia dello sviluppo vegetale in relazione agli input idrici e nutrizionali

Valorizzazione delle produzioni florovivaistiche del meridione - PROFLOMER

Coordinatore: Dott. G. Zizzo - CRA - Unità di ricerca per il recupero e la valorizzazione delle specie floricole mediterranee, BAGHERIA (Paler. sfm@entecra.it

Finanziatore: MIPAAF- Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. http://www.politicheagricole.it

Date: 01/01/2005 to 01/01/2009

Il progetto ha come obiettivo la messa a punto di una strategie d'azione mirata ad incrementare la commercializzazione dei prodotti florovivastici meridionali, attraverso l'innovazione di prodotto e di processo e l'analisi degli aspetti economico-commerciali di settore. La rivalutazione e/o valorizzazione in campo ornamentale di specie mediterranee è in buona parte legata alla individuazione di varietà adatte a moderni criteri di coltivazione ed alla messa a punto di metodiche propagative che forniscano materiale di qualità ed in quantità idonea ad una coltivazione intensiva. La possibilità di migliorare la qualità del prodotto è un obiettivo di grande rilevanza per le specie ornamentali, caratterizzate da costi economici che non hanno riferimento in altre colture inoltre la conservazione della qualità del prodotto ornamentale coinvolge tutte le diverse fasi della filiera produttiva: dalle tecniche di coltivazione ai trattamenti post-raccolta, dalla tecnologia utilizzata nelle fasi di conservazione (trattamento e trasporto del prodotto), alla esposizione nei punti vendita (fioristi, chioschi, garden center, supermercati). Una carenza di attenzioni, in una sola delle suddette fasi, comporta perdita di valore del prodotto. A tale scopo verrà dato particolare rilievo alla sostenibilità delle produzioni, in particolar modo ad un maggior rispetto dell’ambiente e della salute degli operatori e del consumatore finale. La scelta delle specie di cui si occuperà il progetto, è stata preliminarmente effettuata attraverso precedenti esperienze di ricerca o di produzione, sulla base della loro spiccata adattabilità alle condizioni pedo-climatiche meridionali e di notevole valore ornamentale, nel comparto del prodotto reciso (fiore o fronda) o in quello vivaistico. Alcune specie saranno prese come modello, in particolare l’Hibiscus rosa-sinensis, per l’esame di problemi generali quali la riduzione dell’impatto ambientale e la messa a punto di tecniche innovative. I risultati del progetto saranno protocolli (propagativi, colturali, di lotta, per la certificazione) e metodologie e sistemi produttivi (per l’ottenimento di risultati innovativi).

Inquadramento e Stato dell’arte
Uno degli aspetti maggiormente qualificanti per la coltivazione senza suolo è senza dubbio la completa razionalizzazione e pianificazione del processo produttivo rispetto a quello della coltura tradizionale. In particolare per la floricoltura oltre alla possibilità di conseguire alti redditi delle colture, sì da permettere un rapido ammortamento dei costi di impianto, è prevedibile l'impiego di tecnologie sempre più avanzate. In questo settore inoltre appare particolarmente auspicabile un potenziamento di queste tecniche per la migliore utilizzazione delle risorse energetiche, sia per limitare l'impatto ambientale che tale attività comporta e i gravi problemi di ordine fitosanitario.
Più in generale i problemi riguardanti la nutrizione, è stato dimostrato che se si vuole esaltare al massimo l'accrescimento e la produzione delle piante è indispensabile mantenere determinati rapporti tra gli elementi. Un assorbimento equilibrato in tutte le fasi vegetative della pianta presuppone il controllo di ciascun elemento della soluzione e, attraverso il confronto tra modelli ottimali di assorbimento e l'assorbimento reale, sarà possibile in futuro stabilire in anticipo le correzioni della soluzione nutritiva che si rendono indispensabili.
La coltura fuori suolo a ciclo chiuso, oggetto della ricerca, offre gli indubbi vantaggi di poter operare in accordo con le restrizioni governative sull'impatto ambientale, di ottenere un risparmio di acqua e nutrienti. I dati presenti in letteratura evidenziano che la conoscenza degli effettivi fabbisogni nutrizionali della coltura è ancora frammentaria e comunque basata su misure molto approssimative; una migliore gestione della soluzione nutritiva rappresenta il presupposto essenziale per un corretto programma di fertilizzazione. Poiché inoltre gli assorbimenti e gli asporti da parte della coltura sono strettamente correlati con le condizioni ambientali, è auspicabile che queste conoscenze si ottengano in funzione delle peculiari caratteristiche climatiche italiane e non siano scaturite, come avviene attualmente, da un adattamento della ricerca e tecnologia straniera. Per le colture senza suolo inoltre, esiste l’esigenza di utilizzare nuovi substrati alternativi alla torba, fonte non rinnovabile. La scelta della fibra di cocco risiede nel fatto che questo substrato presenta caratteristiche simili a quelle della torba bionda, facilità di approvvigionamento e nessuna controindicazione di tipo ambientale per lo smaltimento a fine coltura.
Durante precedenti ricerche riguardanti l’ottimizzazione della soluzione nutritiva è emersa l’importanza del corretto rapporto e apporto degli elementi nutritivi alla coltura. Per quanto riguarda la ricerca proposta, per l’anthurium il corretto apporto di potassio riveste particolare importanza per l’ottenimento di piante compatte e fiorifere. La determinazione degli assorbimenti del ferro in situazioni di carenza o eccesso risulta fondamentale per l’ottimizzazione del substrato proposto.

Obiettivi dell’U.O.
La ricerca ha come scopo l’ottimizzazione della soluzione nutritiva in specie ornamentali allevate in contenitore in funzione di diverse tipologie di compost da biomasse facilmente reperibili in Italia meridionale. Gli obiettivi da raggiungere saranno i seguenti:
1. caratterizzazione dei substrati ottenuti dalla miscela dei diversi compost da biomasse agricole, agroindustriali e da fanghi biologici, con torba e drenanti (pomice, vinaccioli, nocciolino e perlite), attraverso analisi fisiche, chimiche e biologiche.
2. -ricerca del miglior apporto di elementi nutritivi in funzione delle miscele utilizzate nell’allevamento in contenitore di diverse specie vegetali,
3. -valutazione delle risposte fisiologiche delle specie considerate in termini di efficienza d’uso dell’acqua e degli elementi nutritivi, in funzione dei substrati utilizzati e del regime nutrizionale impostato,
4. ottimizzazione d’uso delle diverse combinazioni ottenute, substrato specie vegetale, apporto di elementi nutritivi.

Piano delle attività
La ricerca è stata svolta in collaborazione con l’U.O. del Dipartimento di Scienze delle Produzioni vegetali -Università degli Studi di Bari utilizzando gli impianti messi a disposizione da detta U.O.
E’ stata effettuata la caratterizzazione dei substrati ottenuti dalla miscela dei diversi compost da biomasse agricole, agroindustriali e da fanghi biologici, con torba e drenanti (pomice, vinaccioli, nocciolino e perlite), attraverso analisi fisiche, chimiche e biologiche. In funzione dei risultati ottenuti, si è proceduto alla formulazione della soluzione nutritiva ottimale in funzione anche delle specie utilizzate: Hibiscus rosa sinensis, Phillyrea angustifolia, Pistacia lentiscus, Rhamnus alaternus, Rosmarinus officinalis, Lantana camara e L. sellowiana, Bougainvillea spp., Aloe vera, Hibiscus rosa sinensis. Durante tutto il periodo di svolgimento della ricerca sono stati determinati gli elementi nutritivi nelle foglie (ultima foglia completamente espansa), negli steli, nei fiori mediante spettrometro simultaneo per emissione al plasma (ICP). I prelievi per le analisi saranno effettuati a cadenza regolare. E’ stata inoltre calcolata la produzione fiorale commerciale e gli eventuali scarti. Alla fine di ogni ciclo di allevamento sono stati effettuati i rilievi biometrici sulla pianta intera, tutti i risultati verranno sottoposti ad analisi statistica.

Risultati
I risultati ottenuti, nei tre anni di attività, mettono in evidenza che le miscele a base di compost di diversa origine possono essere utilizzate come substrati per l’allevamento in vaso di piante ornamentali.
La condivisione degli obiettivi, la stretta e proficua collaborazione con il Dipartimento di Scienze delle Produzioni Vegetali dell’Università degli Studi di Bari (Dott.ssa Barbara De Lucia), hanno fornito l’opportunità di allargare l’attività ad un numero maggiore di substrati e di specie vegetali. Di fondamentale importanza è stata l’opportunità di svolgere le prove sperimentali a stretto contatto con la realtà produttiva. La ditta Eden ‘94 di Manduria (Ta) ha fornito una gamma diversificata di compost di qualità, preparati da biomasse in miscuglio o tal quali. Gli otto compost forniti, tutti rispondenti alla normativa vigente, sono stati prodotti da scarti della manutenzione del verde, residui dell’ industria agro-alimentare, fanghi urbani e materiale organico della raccolta differenziata. Molte delle prove sperimentali sono state condotte presso un vivaio, “Vivai piante Capitanio Stefano” C/da Conghia Monopoli (Ba), questo ha permesso una verifica immediata dei risultati ottenuti, soprattutto per gli aspetti riguardanti la qualità delle piante prodotte e la loro collocazione sul mercato.
La risposta è risultata diversificata in funzione della specie vegetale e del materiale di origine del compost, con influenza sullo sviluppo e sull’architettura della pianta. Il caso più esplicativo in questo senso è rappresentato dal compost di sansa (C3) che ha causato una crescita ridotta in rosmarino, mentre ha dato buoni risultati su una specie succulenta come l’aloe o dotata di rusticità come l’euforbia. Questo fa senz’altro pensare all’opportunità di formulare substrati dedicati I buoni risultati ottenuti con l’impiego di gusci di mandorla come inerte sono di indubbio interesse, in quanto si tratta di materiale di scarto prodotto localmente. L’insieme dei risultati ha reso possibile la messa a punto di un protocollo di gestione per l’utilizzo dei compost nella formulazione dei substrati di coltivazione. L’attività svolta ha quindi fornito un risultato di immediata applicabilità, un utile supporto agli operatori del settore, sia produttori che utilizzatori, ma certo non può essere considerata esaustiva.
Se da un lato infatti, questo tipo di utilizzazione del compost vuole essere un contributo alla risoluzione di problemi ambientali e trasformare in risorse materiali altrimenti considerati “di rifiuto”, dall’altro alcune considerazioni vanno fatte. L’alta variabilità dei materiali reperibili pone alcune problematiche nella realtà applicativa. Gli operatori del settore necessitano di un prodotto che sia costante nel tempo, che assicuri una produzione che sia rispondente alle esigenze temporali del mercato e che assicuri qualità e reddito. Nel caso dei compost, la ricerca deve orientarsi verso la messa a punto di un protocollo che indichi le percentuali ottimali di presenza nei substrati, evidenziando intervalli di valori all’interno dei quali possiamo parlare di “un substrato a base di compost”.
Anche a livello legislativo ci si è messi decisamente al passo con i tempi: nel 2006 si è approfittato del nuovo Regolamento Europeo relativo ai concimi, emanato alla fine del 2003, per aggiornare la Legge italiana che riguardava i fertilizzanti con la promulgazione di un Decreto legislativo nel quale uno specifico allegato è stato destinato a regolamentare i substrati di coltivazione. Essi sono divenuti pertanto mezzi di produzione agricola a tutti gli effetti.
Per quanto riguarda il problema della concordanza dei metodi di analisi, come per altri settori molto è stato fatto, ma molto deve essere ancora fatto, soprattutto ad esempio sulle modalità di campionamento e la determinazione della quantità disponibile degli elementi nutritivi.
Nuovi substrati possono essere formulati, alla luce delle nuove conoscenze relativamente agli effetti di matrici organiche vegetali, animali e minerali sullo sviluppo radicale, sulle modifiche indotte nella composizione degli essudati radicali e quindi del trasporto degli elementi nutritivi all’interfaccia radice/substrato.
Vanno poi incentivate le ricerche sulla possibilità di aggiunta ai substrati colturali di concimi di nuova generazione a cessione controllata degli elementi nutritivi. Nuove opportunità vengono offerte dagli ammendanti derivanti dalla digestione anaerobica (biodigesti), anche se ancora non contemplati nella legislazione nazionale; per questi materiali, tuttavia, ulteriori ricerche sono necessarie allo scopo di mettere a punto specifici parametri di stabilità della sostanza organica. Altre applicazioni innovative possono venire inoltre all’uso di ceneri da combustione di biomasse di origine ligno-cellulosica che potrebbero trovare un’interessante applicazione nella nutrizione delle colture orto-floricole durante la fase di coltivazione in vivaio. Al di là di quelle che sono le necessità di ricerca, una ulteriore difficoltà sta nella scarsa reperibilità di informazioni sui risultati ottenuti nelle diverse ricerche. Sarebbe auspicabile, come giustamente puntualizzato nel piano nazionale del florovivaismo, incentivare la raccolta e la diffusione della ricerca, la creazione di una banca dati costantemente aggiornata sui risultati ottenuti nelle diverse problematiche legate ai substrati. Non ultimo per importanza, è auspicabile l’incremento di visibilità della ricerca Italiana a livello internazionale e dell’impegno italiano nei gruppi di lavoro a livello europeo CEN/TC 223.

Allegato

SCHEDE TECNICHE E RISULTATI APPLICATIVI DEL PROGETTO PRO.FLO.MER.

Pubblicazioni chiave

B. De Lucia, L. Vecchietti, A. Ventrelli, E. Rea, S. Rinaldi 2008. Substrati a base di compost nella coltivazione dell’ibisco ornamentale. Ecomondo 2008. Rimini, dal 5 all´8 Novembre. in corso di stampa.

De Lucia B., Rea E. , Ventrelli A., Pierandrei F., Rinaldi S., Vecchietti L., Ventrelli V. 2009 Substrati alternativi a base di compost per l’allevamento in contenitore di alaterno (Rhamnus alaternus L.). Atti 3° Convegno nazionale – Piante Mediterranee, Italian Journal of Agronomy 4: 4 309-315.

De Lucia B., Rea E., Ventrelli A., Pierandrei F., Vecchietti L., Delicato M. A. 2008 Growth of ornamental plants in two composts prepared from agroindustrial wastes. Atti GreenSys 2007 Acta Horticulturae 801, 1105-1112.

Rea E., De Lucia B., Pierandrei F., Rinaldi S., Ventrelli A., Vecchietti L., Ventrelli V. 2009 Influenza del substrato e dei volumi irrigui nell’allevamento in contenitore del rosmarino. Atti 3° Convegno nazionale – Piante Mediterranee Italian Journal of Agronomy 4: 4 743-751

Rea E., De Lucia B., Vecchietti L. , Rinaldi S., Ventrelli A., Pierandrei F. Effect of compost-based alternative substrata in potted Aloe vera L. Burm F. 2009 Poceeding of International Symposium “Strategies towards sustainability of protected cultivation in mild winter climate” Antalia (Turchia) Acta Horticulturae 807:541-546

Rea E., De Lucia B., Ventrelli A., Pierandrei F., Rinaldi S., Salerno A., Vecchietti L., Ventrelli V. 2009. Substrati alternativi a base di compost per l’allevamento in contenitore di specie ornamentali mediterranee. Atti del Convegno "Substrati di coltivazione: sviluppi qualitativi, tecnici, legislativi e commerciali“ Fertilitas Agrorum 3(1), 64-73. http://fertilizzanti.entecra.it