Responsabile


Benedetti Anna
anna.benedetti@entecra.it

Staff

Burgio Giovanni
Canese Stefano
Staiano Giovanni

Applicazioni biotecnologiche nel sistema suolo-pianta

Tracciabilità di transgeni nel suolo

Validation of risk management tools for genetically modified plants in protected and sensitive areas in Italy - MAN-GNP-ITA ( life +)

Coordinatore: ENEA.

Finanziatore: UE.

Date:

Il progetto Life+ “Validation of risk management tools for genetically modified plants in protected and sensitive areas in Italy” affronta in particolare la valutazione e la gestione del rischio per aree protette e/o sensibili in diverse zone italiane. Le attività di studio, che non prevedono rilascio ssnhientale di OGM, si concentrano in particolare sulla valutazione dell’esposizione ambientale alle PGM.
Vengono valutate due ipotesi di rischio: flusso genico verso specie vegetali interfertili e l’impatto su organismi animali non bersaglio, come i Lepidotteri e Coleotteri Coecinellidi.
I casi studio affrontano un’ipotetica emissione ambientale di PGM di colza resistente al glifosate e di mais resistente agli insetti tramite diffusione di una tossina derivata da Bacillus thuringiensis Berl. (Bt).
Il progetto, sviluppato da ENEA beneficiario coordinatore del progetto, prevede di identificare i parametri biologici (specie o gruppi funzionali di specie) più opportuni per mettere a punto sistemi di monitoraggio specifici, aumentando le conoscenze necessarie per la gestione del rischio ambientale delle PGM. Le aeree nelle quali saranno realizzate le azioni sono:
SIC Foce Bradano;
SIC Macchia Sant’Angelo Romano;
SIC Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abadessa;
SIC Bentivoglio, San Pietro in Casale, Malalbergo e Varicella;
SIC di Raffo Rosso, Monte Cuccio e Vallone Sagana e di Capo Gallo in Sicilia.
L’obiettivo principale del progetto è quello di mettere a punto una metodologia per il monitoraggio e la gestione di possibili impatti ambientali derivanti dalla coltivazione di PGM nelle aree protette, con particolare riguardo per la biodiversità animale e vegetale.
Il processo consentirà di identificare i parametri biologici (specie o gruppi funzionali di specie) più opportuni per mettere a punto sistemi di monitoraggio specifici, aumentando le conoscenze necessarie per la gestione del rischio ambientale delle PGM.
Il progetto porterà allo sviluppo di un software a supporto delle decisioni che sarà messe a disposizione delle amministrazioni che si occupano delle aree protette oggetto dello studio.
Nel progetto sono previste azioni preparatorie che porteranno alla caratterizzazione delle aree di studio ed alla determinazione delle metodologie più appropriate.
Le azioni di conservazione punteranno invece alla: definizione di obiettivi di protezione specifici per le aree protette, le sviluppo del software e la determinazione dell’efficienza delle reti di monitoraggio.
Il progetto durerà 42 mesi (1/1/2010 — 30/6/2013) ed il budget totale è di 1.169.017Euro

Gli obiettivi principali di questo progetto sono:
1. Stabilire obiettivi di protezione specifici per aree protette e sensibili vicine ad agroecosistemi geneticamente modificati;
2. Selezionare schemi di monitoraggio ed indicatori ambientali rilevanti per la gestione dell’impatto ambientale di piante geneticamente modificate
3. Validare una metodologia per il monitoraggio e la gestione di possibili effetti ambientali di piante geneticamente modificate sulla biodiversità animale.
Azione A1: Caratterizzazione delle aree di studio
L’obiettivo è il monitoraggio di alcuni organismi indicatori, quali insetti (Lepidotteri, Coleotteri Coccinellidi) e piante (Brassicacee)

Descrizione SIC IT 6030015 “Macchia di Sant’Angelo Romano”
Si tratta di uno dei 183 siti individuati nel Lazio in attuazione della Direttiva 92/43/CEE "Habitat" finalizzata alla tutela degli habitat e delle specie animali e vegetali minacciate nel territorio dell'Unione Europea. Questa direttiva si propone quindi lo scopo di tutelare, in ambito comunitario, ambienti di particolare pregio naturalistico, che andranno a formare la rete di aree protette denominata "Natura 2000".
Il SIC "Macchia di Sant'Angelo Romano" copre quasi 800 ha e comprende l'intera collina di Poggio Cesi, il bosco di Colle Giochetto (macchia di Castelchiodato), il Bosco Nardi (Grotte Cerqueta), l'intero bosco dell'Arovello e tutte le aree tra essi comprese. L'Unione Europea richiede agli stati membri di garantire la presenza nei SIC degli elementi naturali per i quali i SIC stessi sono stati individuati, e a tale scopo risulta necessaria la redazione di un apposito Piano di Gestione (PdG).
Descrizione ambientale
Flora e vegetazione
Circa la metà del territorio della Riserva è coltivata, per lo più a olivi e foraggiere. La formazione forestale più estesa è il bosco ceduo di cerro (Quercus cerris) con un fitto strato inferiore di carpino orientale (Carpinus orientalis) accompagnato da acero oppio (Acer campestre), ornello (Fraxinus ornus), ciavardello (Sorbus torminalis), storace (Styrax officinalis), biancospino (Crataegus oxyacantha), corniolo (Cornus mas), ligustro (Ligustrum vulgare), prugnolo (Prunus spinosa), melo selvatico (Malus sylvestris), sorbo comune (Sorbus domestica) e nespolo (Mespilus germanica). Lo strato erbaceo è largamente invaso dal pungitopo (Cuscus aculeatus), mentre i protagonisti delle fioriture primaverili sono gli anemoni (Anemone apennina) e i ciclamini (Cyclamen repandum).
Fauna
La riserva rappresenta ancora l'habitat ideale per molti animali. Tra i mammiferi sono presenti la volpe, il tasso, l'istrice, la faina, la donnola e la martora. L'avifauna forestale comprende piciformi, il cuculo, la ghiandaia, l'upupa, e molte specie di passeriformi. Tra i rapaci ricordiamo, la civetta, l'allocco, l'assiolo, il barbagianni, la poiana, il gheppio, il lodolaio. I rettili sono rappresentati dalla tartaruga terrestre, la cui presenza richiede conferma, dal geco, dall'orbettino e da lacertidi comuni. Tra gli anfibi: rana verde, rospo comune, tritone comune e tritone crestato.