Responsabile


Napoli Rosario
rosario.napoli@entecra.it

Staff

Costantini Edoardo
edoardo.costantini@entecra.it
Pellegrini Sergio
sergio.pellegrini@entecra.it

Banche Dati e Bio-Collezioni Nazionali

Database tematici nazionali su suoli e uso del suolo

Base dati Fisico Idrologica e di Fertilità Biologica in Relazione alle Tipologie di Suolo della Base Dati Nazionale - ANFIBIO

Coordinatore: CRA – Sede Centrale – Progetto COLLEZIONI E A/OR. fidalma.dandrea@entecra.it

Finanziatore: MIPAAF. http://www.politicheagricole.it

Date: 30/06/2009 to 30/06/2011

L’attività effettuata nell’ambito della UO ANFIBIO – Base dati fisico idrologica e di fertilità biologica dei suoli italiani è stata sviluppata secondo varie fasi, che si possono così riassumere:

  1. Costruzione della struttura della base dati;
  2. Acquisizione dati geografici ed alfanumerici;
  3. Determinazione dei caratteri tematici (fisico-idrologici e di fertilità)
  4. Collegamento ed interazione con altri progetti in corso e UO del progetto Collezioni e a/or.

Per "l’acquisizione e determinazione dei caratteri fisico-idrologici, di fertilità e diversità biologica dei suoli in relazione alle tipologie di suolo della Base Dati Nazionale" è stato necessario raccogliere ed organizzare tutte le informazioni disponibili sull’intero territorio nazionale in un data base geografico.
L’attività è di notevole importanza se si considera che permetterà di operare valutazioni territoriali e gestire modelli previsionali che richiedono che le informazioni siano archiviate secondo standard unitari e che il database possa metta in relazione informazioni puntuali e geografie.
Parallelamente a questa attività è stato fatto un primo censimento delle fonti dati disponibili nelle attività di ricerca presso la struttura del CRA e successivamente una fase di acquisizione vera e propria.
I dati cartografici sono stati inseriti in un database geografico, ovvero un geodatabase gestito in ambiente ArcGis 9.2.
Il livello geografico di riferimento è stato la scala dei sottosistemi (1:250.000 – 1:100.000), livello di cartografia pedologica elaborato dalla maggior parte dei territori regionali ed al quale sono riferibili i cataloghi regionali delle tipologie dei suoli disponibili. Questo livello consente di fare elaborazioni geografiche significative ma ha richiesto un’armonizzazione su scala nazionale delle informazioni raccolte.
Per alcune realtà territoriali sono state utilizzati dati di maggior dettaglio mentre per altre è necessario integrare con specifiche attività mediante le fonti dati disponibili.
Nella elaborazione finale si è ritenuto importante mantenere i riferimenti alle fonti dati originali, frutto di esperienze e conoscenze maturate in specifici contesti territoriali nel corso di decenni di attività da parte di tecnici e ricercatori specializzati nel settore pedologico. Ciò permette di avere la massima trasparenza sui dati e rende anche possibile l’acquisizione di nuovi dati, puntuali o strati geografici, che si rendano disponibili in futuro.

Attività

Censimento ed acquisizione dati
I dati utili al progetto sono essenzialmente riconducibili a due tipologie:

  • dati geografici territoriali
  • dati puntuali di campionamenti.

Entrambi sono stati reperiti in forma cartacea o digitale.
Il censimento è stato fatto sia dalle pubblicazioni degli enti regionali che nell’ambito della struttura interna del CRA.
Attualmente la maggior parte delle amministrazioni regionali, direttamente o tramite altri enti (agenzie ad esse collegate, Università, enti di ricerca, ecc.), si sono dotate di strati informativi sui suoli, organizzati in banche dati.
Un grande impulso è stato dato dal progetto “Carta dei Suoli d’Italia a scala 1:250.000” finanziato dal Ministero per le Politiche Agricole all’interno del programma interregionale “Agricoltura e Qualità” misura 5. Tale progetto, avviato nel 1999, aveva lo scopo di colmare la lacuna relativa alla disponibilità di una completa ed uniforme base conoscitiva pedologica del territorio italiano.

Dati Geografici
A livello di coordinamento nazionale, il Progetto “Metodologie pedologiche per la Carta dei Suoli d’Italia a scala 1:250.000”, nato contestualmente al progetto “Carta dei Suoli d’Italia a scala 1:250.000” e conclusosi nel 2002, è stato avviato con lo scopo di fornire una base metodologica comune da seguire da parte delle Regioni ed ha promosso l’instaurarsi di un rapporto di collaborazione e scambio fra le stesse.
Come risultato di questo progetto, diverse regioni hanno elaborato cartografie pedologiche regionali alla base delle quali vi sono banche dati territoriali complesse e cospicue. In molti casi sono disponibili monografie divulgative con allegate le cartografie, in altri vi è anche la possibilità di consultare i dati sui suoli tramite WEB GIS.


Figura 1. Situazione delle cartografie pedologiche 1:250.000. In verde le regioni che hanno pubblicato monografie secondo il progetto “Carta dei Suoli d’Italia a scala 1:250.000”, in giallo quelle che hanno fatto il lavoro ma non hanno ancora pubblicato i dati, in arancio le regioni che non hanno ancora in previsione tale lavoro.

Da questa figura si evince che attualmente molte regioni hanno prodotto dati cartografici regionali sui suoli (in verde), ed altre ci stanno lavorando ma non hanno ancora pubblicato i dati.
Gli strati informativi di riferimento utilizzati, per le regioni ove esiste uno strato completo di copertura in scala 1:250.000 o a diversa scala, sono quelli mostrati nella Tabella1.
I dati cartografici sono stati reperiti in vari formati: vettoriali, raster e cartacei.
Quelli in formato cartaceo sono stati scansionati per la produzione di un formato raster, da questi si è poi dovuti procedere alla digitalizzazione per ottenere il vettoriale su cui lavorare. Questo ha comportato quindi una grande mole di lavoro.
Per le regioni che non avevano uno strato informativo completo, sono state recuperate altre cartografie di maggior dettaglio rispetto alla scala 1:250.000 che sono state digitalizzate separatamente, armonizzate e completate all’interno della regione, per poi essere inserite nel mosaico delle regioni italiane (Tabella 2).
Vi è inoltre anche una grande disponibilità di indagini pedologiche di semidettaglio (scala 1.50.000 - 1:25.000) e di dettaglio (1.10.000 o maggiori), che potranno essere utilizzate in futuro per implementare ed integrare la Banca Dati Nazionale.
Anche per i dati legate alle cartografie nella maggior parte dei casi le informazioni sono su formato cartaceo e quindi da trascrivere manualmente all’interno della banca dati.

REGIONI TITOLO
Abruzzo Chiuchiarelli I., Paolanti M., Rivieccio R., Santucci S. (2006) Suoli e paesaggi d’Abruzzo - Carta dei suoli d’Abruzzo, in scala 1:250.000. Agenzia Regionale per i servizi di sviluppo agricolo, della regione Abruzzo (ARSSA). Centro Studi SAPA.
Basilicata AAVV (2006) I SUOLI DELLA BASILICATA. Carta pedologica della Regione Basilicata in scala 1:250.000. Regione Basilicata.
Calabria AAVV (2003) I suoli della Calabria. Carta pedologica della Regione Calabria in scala 1:250.000. Agenzia Regionale per lo Sviluppo e per i Servizi in Agricoltura ARSSA
Campania Di Gennaro A (2002) I sistemi di terre della Campania. (Cartografia 1:500.000). Risorsa srl, Regione Campania
Emilia Romagna AAVV (1994) I suoli dell’Emilia Romagna. Regione Emilia Romagna Servizio Cartografico. Ufficio Pedologico.
Emilia Romagna I suoli dell'Emilia - Romagna. Sito del Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli. Regione Emilia Romagna
Lombardia Brenna. S., D’Alessio M., Rasio R. (2001) Carta dei Pedopaesaggi della Lombardia. Scala 1:250.000. ERSAL – Regione Lombardia
Lombardia Brenna. S., D’Alessio M., Solaro S. (2004) Carta dei Suoli della Lombardia. Scala 1:250.000. ERSAF – Regione Lombardia
Marche AAVV(2006) Suoli e Paesaggi delle Marche. Agenzia Servizi settore Agroalimentare delle Marche
Piemonte Carta a dei suoli del Piemonte in scala 1:250.000
Puglia Caratterizzazione agroecologica della Regione Puglia in funzione della potenzialità produttiva
Sardegna Carta dei suoli della Sardegna. Regione Autonoma della Sardegna
Toscana Carta dei suoli della Regione Toscana in scala 1:250.000.
Umbria I paesaggi pedologici e la carta dei suoli dell’Umbria.
Veneto Carta dei suoli del Veneto.
Tabella 1. Strati informativi di riferimento utilizzati per le regioni aventi lo strato a copertura regionale.

Dati puntuali da campionamenti sul suolo
Per quanto riguarda la ricognizione dei dati puntuali il CRA ha predisposto già da alcuni anni, una banca dati (CNCP) che nei vari progetti elaborati nel tempo sono stati corretti, revisionati ed implementati (UO ARCA – Collezioni e a/or).

REGIONITITOLO
FriuliLa vocazione viticola del comprensorio di produzione dei vini DOC “Friuli Grave.
FriuliPianura e colline del pordenonese
FriuliProvince di Gorizia e Trieste
FriuliFriuli Grave” Provincia di Udine
LazioCarta dei Suoli del comune di Roma (1:50.000).
LazioCarta dei suoli della tenuta di Castelporziano.
LazioStudio pedologico dell'apparato vulcanico di Vico (Lazio).
LazioCarta dei suoli dell'altopiano della Leonessa (Rieti)
LazioThe soils of southern Lazio and adjacent Campania.
MoliseCarta pedologica in scala di semidettaglio dei comuni di Campomarino e Portocannone.
MoliseI suoli dei Comuni “non montani" della Regione Molise
MoliseI suoli della comunità montana “Monte Mauro”
MoliseI suoli della comunità montana “
MolisePedopaesaggi Molisani.
MoliseI suoli delle principali aree irrigue del Molise.
Tabella 2.Strati informativi di riferimento utilizzati per le regioni ove non esiste uno strato completo alla scala 1:250.000.

Tra le prime attività del progetto, è stata fatta una ricognizione interna al centro CRA-RPS per acquisire i dati puntuali sui suoli, frutto delle ricerche di tutti i progetti svolti negli ultimi anni dal Centro.
Con l’aggiornamento di questi ultimi dati, attualmente la banca dati comprende circa 40.000 osservazioni puntuali (Fig. 2). Si tratta di osservazioni pedologiche articolate per orizzonti o strati di suolo per le quali sono disponibili informazioni stazionali, descrizioni e stime di campo e analisi fisico chimiche di laboratorio. Si tratta di una mole assai ingente di dati. Alcuni di questi sono molto importanti in quanto le Banche Dati dei suoli attualmente esistenti sono per esempio assolutamente carenti rispetto alle informazioni relative alle componenti biologiche dei suoli.


Figura 2. Siti presenti nella banca dati (circa 40.000).

La prossima tabella (Tabella 3) riassume gli ultimi dati censiti nel CRA-RPS ed in via di acquisizione (data entry), talora mancanti dei riferimenti precisi (titolo della pubblicazione o del progetto).
Nel corso dell’attuale progetto, la Banca dati è anche in revisione nella sua struttura per l’inserimento di nuove tabelle in grado di accogliere e gestire informazioni relative anche a: dati idrologici, di fertilità chimica (frazioni umiche e sostanza organica totale, forme dell’azoto, nutrienti, etc.), attività biologica, microbiologica e di biodiversità del suolo, sia per i suoli di ambiente agricolo che forestale.
I dati puntuali di campionamenti raccolti, ed anche quelli già precedentemente inseriti nel geodatabase, prima dell’inserimento devono inoltre essere uniformanti a livello di unità di misura e di procedimenti analitici adottati e, nella maggioranza dei casi, georiferiti.

Autori Lavoro / Progetto numero e tipo di dati Profili pedol Campion.
Francaviglia R., Gataleta L., Marchionni M. Aromolo R., Benedetti A., Morselli L., Brusoni B., Olivieri P. Valutazione della vulnerabilità all’acidificazione e della degradazione microbiologica dei suoli della Tenuta Presidenziale di Castelporziano - Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, Scritti e documenti XXVI, Roma 2001 16 siti (5 Trivellate/sito) con campionamento: 0-20 e 20-40 16
G.Mecella, P.Scandella, F.A.Biondi, N. Di Blasi, F.Pierandrei Produttivita potenziale e classificazione dei terreni - Nota 1. Valle del Fiume Sacco - Allegato n.3. Supplemento Annali Roma 1985 Istituto Sperimentale per la Nutrizione delle Piante. 190 Profili normalizzati 190
Francaviglia R., Aromolo R., Benedetti A., Beni C., Biondi F.A., Dell'Abate M.T., Figliolia A., Macella G., Pompili L. Qualità funzionali alla conservazione della fertilità integrale dei suoli CRA - Istituto Sperimentale per la Nutrizione delle Piante Roma 2006 2 Profili in 2 Aziende in prov. di Mantova 2
Tombesi L., Macella G., De Rossi C. Studi di climatologia agraria, pedologia applicata e fertilizzazione - Annali Ist. Super. Nutr. Piante, Vol.IX, Pubbl. n.8, Roma (1978-79) 360 Pozzetti normalizzati a 40 cm. Pubblicazione. 360
Macella G., Scandella P., Di Blasi N., Pierandrei F., Biondi F.A. Land classification ed aspetti climatici del territorio dell'alta valle del Tevere - 1985-86 210 Pozzetti normalizzati a 40 cm. Pubblicazione. 210
Macella G., Scandella P., Pierandrei,Di Blasi N. La classificazione dei terreni finalizzata alla gestione aziendale Supplemento Annali - 1988 - Roma 65Trivellate con permeabilità, conduttività idrica, tessitura, colore, ecc 65
Romano E., Macella G., Di Blasi N., Strabbioli G., Luciano R. La classificazione dei terreni finalizzata della Val d'Orcia dominati dall'invaso di San Pietro in Campo - Annali dell'Istituto Sperimentale per la Nutrizione delle Piante Vol n. 7 - Anno 1976 - Roma 14 (di 194) Profili con descrizione ed analisi di laboratorio di base + Conduc., Humus, ESP, ecc 14
Canali S. / Neri U. Convenzione Regione Lazio - 1998-99 28 siti di campioni a 40 cm. 28
Canali S. / Neri U. 1998-99 22 siti Analisi chimico-fisiche 22
Canali S. / Neri U. 1999 7 siti Analisi chimico-fisiche 7
Canali S. / Neri U. 1999 50 siti Analisi chimico-fisiche 50
Canali S. / Neri U. 2000 12 siti Analisi chimico-fisiche 12
Canali S. / Neri U. 2000 18 siti Analisi chimico-fisiche 18
Canali S. / Neri U. 2000 20 siti Analisi chimico-fisiche 20
Tittarelli Fabio 2002 500 siti Analisi chimico-fisiche 500
Tittarelli Fabio 2003 285 siti Analisi chimico-fisiche 285
Diana Giampietro 1985 2 siti. in Azienda 2
Diana Giampietro 2001 3 siti. in Azienda 3
Diana Giampietro 2001 2 siti in Azienda 2
Diana Giampietro Tecniche di fertilizzazione su lattuga - 2004 1 sito in Azienda 1
Diana Giampietro 2004 24 campioni. 24
Diana Giampietro Trasformazione del Boro aggiunto al suolo - 2004 20 campioni. 20
Diana Giampietro Fertilizzazioni - 2005 1 campione. 1
Diana Giampietro 2005 15 campioni. 15
Alianello Francesco Rete Nazionale Integrata Con.Eco.For. - 2003 20 Profili 20
Alianello Francesco Progetto Organ-clorurati - 2006 100 siti circa 100
Alianello Francesco Progetto Organ-clorurati - 2007 100 siti circa 100
Aromolo Rita 2 Aziende 2
Aromolo Rita 2002-03 2 Aziende 2
Aromolo Rita 2000-03 1-2 Aziende 2
Aromolo Rita 2000 1 1
Aromolo Rita PRAL 1 1
Aromolo R. fanghi 1 1
Trinchera A. Studio del turnover della sostanza organica del suolo - Atti del III Seminario Programmatico del Prog. di Monitoraggio Ambientale della Tenuta Presidenziale di Castelporziano”. 14 Giugno 1996, Tenuta di Castelporziano, Roma. Ed. ENEA.1996 25 Trivellate a 2 prof (0-30 e 30-60) 25
Trinchera A., Pinzari F., Fiorelli F., Marchionni M., Benedetti A.. Duna antica e duna recente: due ecosistemi a confronto - Bollettino della Società Italiana della Scienza del Suolo. (1999) 48, 399-416 22 Profili con caratterizzazione pedologica 22
Trinchera A., Pinzari F., Benedetti A. Should we be able to define soil quality before “restoring” it? Use of soil quality indicators in Mediterranean ecosystems - Minerva Biotecnologica (2001) Vol. 13, 13-18 10 Trivellate a 2 prof (0-30 e 30-60) 0
Canali S., Trinchera A., Intrigliolo F., Pompili L., Nisini L., Mocali S., Alianello A., Torrisi B. Effect of long term compost utilisation on soil quality of citrus orchards in Southern Italy (Sicilia, Palazzelli 1) - Proceedings of the Fourth International Conference of Organic Recovery & Biological Treatment (ORBIT) Association on Biological Processing of Organics: Advances for a Sustainable Society. 30 April – 2 May, (2003) Perth, Australia Vol. 1, 505 - 514 1 sito 4 con trattamenti diversi 1
Trinchera A. - Tittarelli e Canali 2000-01 1
Canali S., Di Bartolomeo E., Trinchera A., Intrigliolo F., Nisini L., Roccuzzo G., Calabretta M.L. Effect of different management on soil quality of citrus orchards in southern Italy (Sicilia, POM) - Soil Use and Management, pp. 25: 34-42 (2000-01) 54 campionamenti 54
Trinchera A., Benedetti A., Antonelli M., Salvatori S., Nisini L. Organic matter characterisation of amended soils under crop rotation in Mediterranean area - Geophysical Research Abstracts (2007) Vol. 9, n. 7635 36 campionamenti sui terreni CERMIS a Macerata (2003-05) 36
Rubino M.T., Benedetti A., Coppola E., Dell'Abate M.T., Buondonno A. A New Oxidation Method for the Determination of Soil Extracted and Humic Substances - Pubblicazione Atti Convegno di Palermo Geoecology 2008 23 Profili totali con caratterizzaz. Pedologica campionati in precedenza. 23
Dell'Abate M.T., Benedetti A., Trinchera A., Dazzi C. Humic substances along the profile of two Typic Haploxerert Geoderma 107 (2002) 281–296 2 Profili pedologici 2
Marinari S., Dell'Abate M.T., Brunetti G., Dazzi C. Differences of stabilized organic carbon fractions and microbiological activity along Mediterranean Vertisols and Al? sols pro?les - Geoderma 2010 4 Profili pedologici 4
Vittori Antisari L., Dell'Abate M.T., Buscaroli A., Gherardi M., Nisini L., Vianello G. Role of soil organic matter characteristics in a pedological survey: “Bosco Frattona” natural reserve (Site of Community Importance, Italy) case study - Geoderma 156 (2010) 302–315 4 Profili caposaldo con caratterizzaz. Pedologica 4
Vianello, Vittori, Dell'Abate M.T., ecc Geoderma 2010 2 Profili pedologici 2
Dell'Abate M. Teresa, C. Dazzi, ecc 2007 13 Profili totali pedologici 13
Dell'Abate M.T. Progetto Nocciolo - 2009 28 campionamenti (0-30) in 5 Aziende 28
Dell'Abate M.T. et al Soil Sink ? 1
Dell'Abate M.T. et al 2000? 2 Transetti 2
Dell'Abate M.T. et al Progetto ATLAS numero? Di campiona-menti 0-20 / 20-40 2
Beni C., Marconi S., Pennelli B. and Ronchi B. Xenobiotics concentration and mobility in bovine milk from Italian farms - Progress in Nutrition, 9:1. 2007 10 siti di campionamenti 0-30 10
Pennelli B., Barbera V., ecc Ecotapes - 2010 15 Profili pedologici 15
Benedetti Anna Progetto fertilità biologica suoli Lazio BIORELA 1 fase (2002-2004) 100
Benedetti Anna Progetto SoilqualiMon fertilità suoli Lombardia 131
Benedetti Anna Progetto Interreg Ferbio 2005-2006 Lombardia 156
Benedetti Anna Progetto Fersoil – (Regione Lombardia) 200
Napoli Rosario Progetto POM Irrigazione Inea-ISSDS 5 aree test sud italia 88 profili con punti curva ritenzione misurati su197 orizzonti 88
Totale sub 209 2803
TOTALE 3012
Tabella 3. Dati censiti nel CRA-RPS attualmente oggetto di data entry.

L’implementazione della banca dati nazionale esistente dei dati idrologici, di fertilità chimica (frazioni umiche e sostanza organica totale, forme dell’azoto, nutrienti, etc.), biologica, microbiologica e di biodiversità del suolo, sia per i suoli di ambiente agricolo che forestale, collegati ai dati georeferenziati e alle tipologie di suolo (UTS e STS) configurate nella base dati nazionale, permetterà lo sviluppo di un applicativo che consente l’immissione e gestione dati di base.
Inoltre sarà possibile calcolare i parametri di curva di ritenzione tramite pedofunzioni ove non ci siano dati misurati e la generazione di files export per varie modellistiche.

Elaborazione della prima approssimazione della banca dati dei sottosistemi d’Italia
In questa sezione si tratta della costruzione della banca dati geografica poligonale dei Sottosistemi di Terre.
I sottosistemi di terre sono uno strato (informativo geografico) pedopaesaggistico utilizzabile alla scala di riferimento 1:250.000 ed è quello che è stato usato per costruire le banche dati pedologiche regionali, realizzate nell’ambito del progetto “Carta dei suoli d’Italia a scala 1:250.000”.Nel dettaglio sono unità cartografiche caratterizzate da attributi geografici simili, definiti da legende proprie dello specifico livello pedopaesaggistico e in grado di esprimere la percezione e l’influenza dei fattori della pedogenesi propri di questo livello di dettaglio (Costantini 2007).
Diversi enti hanno elaborato sul territorio banche dati dei sottosistemi di terre, alcune con riferimento specifico al progetto “Carta dei suoli d’Italia a scala 1:250.000”, altre hanno utilizzato altri riferimenti metodologici, ma sempre riferiti a contenitori pedopaesaggistici di dettaglio paragonabile a quello dei sottosistemi.Quindi è stato necessario accettare una certa variabilità nel livello di dettaglio geografico di base.Per le regioni in cui il dettaglio non era idoneo ed omogeneo rispetto alle altre si è dovuto procedere ad un lavoro di implementazione: Ciò era stato già fatto precedentemente per alcune regioni meridionali con il progetto “REL- Attività di assistenza tecnica e supporto agli Enti concessionari nel settore dell’uso irriguo delle risorse idriche”, ed è stato quindi utilizzato quest’ultimo elaborato.
Altre fonti dati considerate utili per l’armonizzazione a scala nazionale o per le aree non coperte da cartografia regionale sono state:

  • Carta Ecopedologica in scala 1:250.000,
  • Atlante nazionale delle aree a rischio di desertificazione CRA-ISSDS INEA,
  • la Banca Dati dei Suoli D’Italia Badasuoli, progetto 1:500.000-1:1.000.000.


Regione Fonte dati Note
Sicilia Elaborazioni e progetto REL
Sardegna Elaborazioni e progetto REL
Calabria Carta Pedologica della Regione Calabria 1:250.000
Basilicata I Suoli della Basilicata 1:250.000. Regione Basilicata
Puglia Elaborazioni e progetto REL
Molise Elaborazioni e progetto REL Integrazione con cartografie pedologiche regionali 1:50.000
Campania Elaborazioni e progetto REL
Lazio Carta dei Sottosistemi di Terre del Lazio Elaborazione CRA
Abruzzo Carta dei Suoli della Regione Abruzzo 1:250.000. ARSSA Abruzzo
Umbria Carta dei Sottosistemi dell’Umbria Elaborazione originale CRA
Marche Suoli e Paesaggi delle Marche. Agenzia Servizi settore Agroalimentare delle Marche.
Toscana Carta dei Suoli della Toscana. Regione Toscana
Emilia Romagna I Suoli dell’Emilia Romagna. Ufficio Pedologico Servizio Cartografico Regione Emilia Romagna. Carta dei Suoli dell’Emilia Romagna area pianura.
Veneto Carta dei suoli del Veneto. Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV). Carta dei Suoli del Bacino Scolante nella Laguna di Venezia
Lombardia Carta dei Suoli della Lombardia. Scala 1:250.000. ERSAF – Regione Lombardia. Carta dei Suoli dell'area pianura
Piemonte Carta a dei suoli del Piemonte in scala 1:250.000. IPLA Regione Piemonte
Trentino Carta dei Suoli della provincia di Trento. Carta dei Suoli del Trentino (BZ_SIAS) Carta presente da reperire
Friuli Suoli e paesaggidel Friuli Venezia Giulia.1. Pianura e colline del pordenonese. ERSA. Suoli e paesaggidel Friuli Venezia Giulia.2. Province di Gorizia e Trieste. ERSA Elaborazione originale CRA da materiale cartaceo di semi-dettaglio
Liguria Carta dei Suoli della Liguria In pubblicazione
Val d’Aosta Elaborazione da fare
Tabella 4. Situazione elaborazioni regionali finali.




Figura 3. Carta dei sottosistemi di suolo (carta dei suoli) d’Abruzzo in scala 1:250.000 (Chiuchiarelli et al., 2006).




Figura 4. Carta dei suoli del Veneto.Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV).




Figura 5. I suoli della Calabria. Carta pedologica della Regione Calabria in scala 1:250.000 - Agenzia Regionale per lo Sviluppo e per i Servizi in Agricoltura ARSSA AAVV (2003).




Figura 6. Carta a dei suoli del Piemonte in scala 1:250.000. IPLA Regione Piemonte.

Banca dati delle Unità Tipologiche di Suolo
Ai poligoni delle cartografie dei suoli sono collegate le tipologie pedologiche significative alla scala dei sottosistemi. Le informazioni sui tipi di suolo sono derivate dai cataloghi regionali dei suoli disponibili e dalla banca dati.
Le Unità Tipologiche di Suolo sono frutto di una ricerca volta a riunire osservazioni simili per caratteri paesaggistici, genetici e applicativi, cioè sono “pedon” che hanno delle relazioni funzionali tra loro, che possono essere di carattere geografico, genetico o funzionale.
In altre parole, le proprietà del suolo che determinano differenze nella natura e nel grado di espressione degli orizzonti, associate a differenze di carattere territoriale che determinano diversi tipi di paesaggio, possono servire come caratteri guida per distinguere le tipologie pedologiche, purché tali caratteri siano osservabili con una discreta sicurezza e purché determinino sostanziali differenze nei comportamenti, nelle qualità e nelle problematiche di gestione del suolo in ambito agro-forestale e ambientale (Costantini, 2006)
La tipologia si articola in sottounità – fasi e varianti, sulle quali si basano le valutazioni e che sono legate alla geografia per permettere la spazializzazione delle informazioni.
Le osservazioni puntuali possono avere diversi gradi di correlazione rispetto alla Sottounità Tipologica di Suolo e che possiamo identificare come segue:

  • B caposaldo (benchmark);
  • T tipico;
  • R rappresentativo;
  • C correlato.

Si intende per osservazione caposaldo quella osservazione (quel profilo pedologico), che viene utilizzato come profilo di riferimento ai fini divulgativi e per osservazione tipica quella i cui caratteri ricadono interamente nel range di variabilità della sottounità tipologica di suolo.
La banca dati già contiene le tipologie pedologiche significative a livello nazionale, relazionate alla geografia dei pedopaesaggi.
Prevede inoltre, al momento il collegamento con il profilo caposaldo della Sottounità se disponibile, o di uno tipico nel caso di non disponibilità dei dati riferiti al profilo caposaldo. Nel caso poi non fosse disponibile un caso reale di suolo (osservazione di campo completa di analisi di laboratorio), può essere prevista temporaneamente l’inserimento di una osservazione “virtuale” dedotta da descrizioni prosaiche presenti nelle monografie regionali.

Elaborazione Geodatabase
Tutti i dati acquisiti sono inseriti in un geodatabase creando uno strato geografico complessivo italiano avente come limiti nazionali quelli ufficiali secondo Corine Land Cover (ISPRA, 2006).
All’interno di questi, tutti i vari strati pedologici sono però tenuti distinti in base ai limiti regionali ufficiali ISTAT.
Gli standard per il trattamento dei dati geografici prevedono che lo strato sia topologicamente corretto, a copertura completa del territorio con eliminazione di ogni eventuale errore di sovrapposizione o di vuoti tra i poligoni.
Per ogni cartografia sono state conservate le informazioni dei codici originari delle unità cartografiche e delle tipologie di suolo di riferimento originarie.
Riguardo alle caratteristiche geometriche dei poligoni sono state messe a punto delle “regole” che prevedono un’area minima di 156 ha e che i corridoi non siano minori a 500 mt.
Per quanto riguarda le cosiddette “aree miste”, ovvero le aree urbane e le acque, ci si è attenuti sempre alle aree ufficiali di Corine LC, considerando un’area minima inferiore a quella dei poligoni ma comunque non inferiore a 100 Ha.

Armonizzazione
Il territorio italiano ha una notevole complessità, geologica, morfologica e climatica che fa scaturire di conseguenza una elevata “pedodiversità”.
Poiché ogni cartografia pedologica è stata sviluppata considerando lo studio ed il campionamento in un’area limitata, l’unione di ogni singolo tematismo con quelli adiacenti comporta un’armonizzazione sia geografica che semantica.
Questo aspetto è quindi complesso in quanto vanno cercate le relazioni tra suoli confinanti presenti in regioni diverse ma in realtà appartenenti ad un unico pedopaesaggio.
Evidentemente, proprio per utilizzare al meglio le informazioni già presenti, che rappresentano un patrimonio di conoscenze di assoluto valore, ad ogni poligono sono associate informazioni relative alla Regione Pedologica (generalmente già presente).
Quindi a tutti i poligoni sono assegnate informazioni relative a fisiografie e substrati secondo una legenda unica nazionale.
Questa attività si basa prevalentemente sulle informazioni già presenti nelle monografie regionali. Altri strati di base utili ai fini dell’armonizzazione che sono in corso di utilizzazione, sono i seguenti strati:

  • elaborazioni DEM (strato originale nazionale già predisposto dall’ente di ricerca),
  • cartografie geologiche regionali (sono in via di acquisizione in formato digitale),
  • dati CORINE Land Cover 2006 (ISPRA, 2006).

Prodotto
Allo stato attuale sono state svolte le seguenti attività:

  • è stata acquisita la banca dati CNCP e le legende di base, litologiche e morfologiche, per l’armonizzazione delle fisiografie e dei substrati dei sottosistemi,
  • sono state acquisiti gli strati di base delle cartografie pedologiche regionali e si è provveduto alla loro acquisizione in formato vettoriale,
  • è stato elaborato uno strato armonizzato dei poligoni dei sottosistemi pedologici d’Italia completo per le geografie di quasi tutte le regioni.

L’attività svolta è da ultimare solo per le regioni che non hanno dati sui suoli e quindi vanno elaborate cartografie ad hoc con un lavoro approfondito di interpretazione e di correlazione con i dati puntuali.
La copertura totale dell’intero territorio nazionale permetterà di operare valutazioni territoriali molto importanti come gestire modelli previsionali per l’irrigazione, per il rischio di erosione e/o desertificazione, stock o erosione di carbonio organico nei suoli, vulnerabilità ai nitrati, ecc.
A completamento dell’attività si potrà inoltre creare un Catalogo di tipologie nazionali sulla base dei cataloghi regionali del progetto Carta dei Suoli 1:250.000.

Ingegnerizzazione ed implementazione banca dati
E’ prevista a breve la ristrutturazione della base dati nazionale dei suoli con configurazione delle tabelle e funzioni relative alla archiviazione di dati fisico-idrologici, di fertilità biologica e biodiversità dei suoli; ristrutturazione delle funzioni di calcolo tramite PTF dei parametri e costanti idrologiche dei suoli; ristrutturazione della interfaccia di immissione, archiviazione e gestione dati dei profili, Unità cartografiche, Sottounità tipologiche di suolo; introduzione nella interfaccia di gestione di funzioni di calcolo del bilancio idrologico annuo su base giornaliera mediante il modello SWAP, con dati di riferimento climatici giornalieri preparati ad hoc (per il sud dati dell’analisi cliamtica Progetto REL CRA-INEA, per il centro nord dati da stazioni SIAN).

Schema concettuale base dati
Una struttura di riferimento è stata ripresa dal progetto REL (CRA-INEA, 2007-2010) che è una derivazione leggermente semplificata della BD della Regione Toscana, con aggiunta di tutta la parte di archiviazione dei dati fisico idrologici misurati e stimati mediante le PTF. Questa struttura è armonizzata (per la definizione delle entità e tipi e nomi dei campi) con quella del CRA Nazionale (CNCP), ha però una normalizzazione tabellare diversa. Tale base dati rappresenta un livello intermedio per fare confluire nel db finale i dati dei profili organizzati per Tipologie di suolo (UTS e STS).Sono attualmente in fase di ristrutturazione le Tabelle di tipo analitico, abbandonando la attuale configurazione in analisi routinarie ed extraroutinarie, troppo vaga e soggettiva. Si prevede quindi, seguendo anche i vari Metodi di Analisi ufficiali dell’Osservatorio Pedologico MIPAAF, di organizzare i dati analitici secondo altri gruppi di tipologie di dati. L’organizzazione di tutti i dati analitici così raggruppati e definiti viene raccolta e inserita con una operazione interna di aggiornamento tramite opportune query in una tabella riorganizzata in maniera verticale (tabella-pozzo), in cui i dati non sono più disposti secondo campi orizzontali ma vengono configurati come singoli record secondo lo schema tabellare 5 di seguito riportato.

Nome_campo Tipo campo Descrizione
EXTRA_ROUTINE Sì/No Flag sul tipo di analisi routinarie/extraroutinarie)
COD_SITO Testo Codice concatenato sito (cod_rilevamento+Tipo oss.+Numero oss.)
numero_orizzonte Numerico Numero progressivo orizzonte
n_analisi Numerico Numero progressivo analisi (nel caso di più tipi di analisi sullo stesso campione)
ID_PARAMETRO Numerico Codice numerico tipo di analisi
ID_METODO Numerico Codice numerico progressivo metodo (link con tabella metodi analitici)
ID_UDM Numerico Codice numerico unità di misura sul tipo di analisi
valore Numerico Risultato analitico misurato
Note Testo Campo note su eventuali specifiche particolari
Ricostruito Sì/No Campo flag sul dato misurato/calcolato con altri dati
Validato_par_autonomo Sì/No Campo flag validazione parametro la cui determinazione è indipendente
Validato_par_non_autonomo Sì/No Campo flag validazione parametro la cui determinazione è dipendente da altri parametri
CNCP Sì/No Campo flag su provenienza da bd CNCP
Qualità Testo Campo testo su indice qualità dato
Tabella 5. Schema struttura campi della tabella-pozzo per l’archiviazione dei dati analitici di vario tipo tematico.


Per i dati analitici idrologici è stata invece utilizzata una struttura già esistente (Progetto REL - Attività di assistenza tecnica e supporto agli Enti concessionari nel settore dell’uso irriguo delle risorse idriche) utilizzata per la modellizzazione idrologica dei suoli delle 8 regioni meridionali ex Obiettivo 1.

Struttura parte idrologica
Le tabelle CURVE_RITENZIONE, METODI_CURVE_RIT e PUNTI_CURVE_RIT sono destinate ad accogliere i dati di laboratorio relativi alle curve di ritenzione.
Nella prima di queste tre tabelle (tabella 6) vengono archiviate le informazioni relative alla curva nel suo insieme, di seguito riportate:

NOME CAMPO DESCRIZIONE
ID_CURVA Identificativo della curva
ID_ORIZZONTE Identificativo dell’orizzonte a cui la curva si riferisce
REPLICA N. di replica per lo stesso orizzonte (normalmente le curve di ritenzione vengono effettuate in tre repliche per lo stesso orizzonte)
ID_METODO Codice identificativo del metodo utilizzato, a cui è associata anche l’unità di misura in cui è espressa la tensione
VALIDA Flag che indica se la curva è considerata attendibile e quindi suscettibile di essere utilizzata nelle successive elaborazioni.
Tabella 6. Descrizione campi tabella CURVE RITENZIONE


La tabella (7) PUNTI_CURVE_RIT contiene i dati veri e propri, ovvero le coppie di valori di tensione/contenuto idrico che nel loro insieme costituiscono la curva di ritenzione, secondo la seguente struttura:

NOME CAMPO DESCRIZIONE
Id_CURVA Identificativo univoco della curva
Tensione Tensione di estrazione dell’acqua espressa nell’unità di misura indicata nella tabella METODI_CURVE_RIT
Valore_WC Contenuto idrico gravimetrico corrispondente alla tensione di estrazione
Tensione_cm Tensione di estrazione dell’acqua espressa in cm (campo calcolato)
Valore_WC_vol Contenuto idrico volumetrico corrispondente alla tensione di estrazione (campo calcolato)
Tabella 7. Descrizione campi tabella PUNTI_CURVE RIT


Al momento attuale, dopo questa prima fase del progetto, gli obiettivi che si intendono perseguire sono quelli di realizzare una nuova versione della base dati ANFIBIO nella quale:

  1. far confluire i dati pregressi,
  2. lanciare le pedofunzioni per il calcolo dei parametri idrologici per tutti i suoli capisaldo delle Sottounità tipologiche di suolo;
  3. calcolare il bilancio idrologico su base dell’anno medio giornaliero per ogni suolo benchmark delle STU;
  4. iniziare nuova fase di immissione dati recuperati da attività di ricerca interna del CRA-RPS.

Caratteri fisico-idrologici
Per ogni orizzonte dei profili archiviati in base dati, fino a 150 cm di profondità o fino ad uno strato fortemente limitante (se presente entro 150 cm), è previsto il calcolo dei seguenti parametri fisici ed idrologici:
Densità apparente: In assenza di misure dirette, per stimare la densità apparente (bulk density) sono utilizzate delle funzioni di pedotrasferimento (PTF), ovvero delle funzioni che stimano la variabile obiettivo (in genere di difficoltosa o non di routinaria determinazione) utilizzando parametri di più facile determinazione analitica (tabella 8). Per ogni orizzonte, in base al campo di applicabilità delle varie PTF e della disponibilità di dati analitici, possono essere utilizzati più metodi di calcolo. Viene selezionato il risultato restituito dal metodo caratterizzato dalla più elevata attendibilità.

Descrizione metodo Priorità
BD per orizzonti organici, in assenza di PTF specifiche posta = 0.3 1
PTF Rawls & Brakensiek, 1985 “Prediction of soil water properties for hydrologic modelling” 2
PTF Hollis et al., 1995 “SEISMIC: User manual, Soil Survey and Land Research Centre, Cranfield University, Silsoe, UK” 3
PTF Leonaviciutë, 2000 “Predicting soil bulk and particle densities by pedotransfer functions from existing soil data in Lithuania” 4
Media di misure 5
Tabella 8. Descrizione metodi e priorità delle PTF riguardanti il calcolo della densità apparente utilizzate nella base dati pedologica


Conducibilità idraulica satura (Ksat): In assenza di misure dirette, analogamente a quanto fatto per la stima della densità apparente (tabella 9), sono state utilizzate delle funzioni di pedotrasferimento, come riportato nella seguente tabella.

Descrizione metodo Priorità
Media di misure 2
Wosten 2001 per suoli sabbiosi (S>=70) 1
Wosten 2001 per suoli loamy o argillosi (S<70) 1
Wosten 1999 1
Saxton 1986 1
Jaynes_Tyler_1984_1 1
Cosby_1984 1
Campbell_Campbell_1982 1
Campbell_1985 1
Bloemen_1980 1
Jabro_1984 1
Jaynes_Tyler_1984_2 1
Vereecken_1980 1
Ksat per orizzonti organici, in assenza di PTF specifiche posta = 10 cm/h 1
Tabella 9. Descrizione metodi, priorità, riferimenti e variabili di input per le PTF riguardanti la conducibilità idraulica satura nella banca dati pedologica


Purtroppo, solo pochi autori esplicitano il campo di tessitura e/o di contenuto in C organico di applicabilità delle loro PTF, ad eccezione di Saxton e Wosten (2001).
Si è quindi stabilito di confrontare l’output di ogni PTF (escluse quelle che esplicitano il campo di applicabilità) con la seguente tabella di valori indicativi (desunti da letteratura) della Ksat (valori in cm/h) per classi tessiturali, accettando solo i risultati della PTF che rientrano nel range ammesso per la classe tessiturale dell’orizzonte (Tabella 10).

Classe tessituraleUSDA Ksat minima Ksatmassima
S 7,31 58,20
FS 1,03 37,09
SF 0,00 17,12
FSA 0,00010 8,49
FL 0,00010 3,90
F 0,00010 5,54
AS 0,00013 0,85
L 0,00731 1,03
FA 0,00010 2,17
A 0,00010 1,27
FLA 0,00067 0,58
AL 0,00309 0,35
Tabella 10. Range dei valori di variabilità per la conducibilità idraulica satura e classi tessiturali USDA di riferimento utilizzate per il confronto in prima fase di archiviazione risultati della corrispondente PTF.


Tutte le funzioni di pedotrasferimento per la stima della Ksat considerano, oltre che il carbonio organico, le singole frazioni granulometriche nella sola terra fine. In altri termini, non considerano lo scheletro. È viceversa unanimemente accettato il contributo della frazione più grossolana nel determinare la conducibilità idraulica.
L’effetto più macroscopico è l’aumento della Ksat al di sopra di valori soglia (in genere elevati) di contenuto di scheletro. Tale aumento è dovuto all’aumento della macroporosità da accatastamento dei clasti. Meno evidente, ma pure generalmente accettato (Brakensiek), è l’effetto di abbattimento della Ksat, rispetto a quella che risulterebbe considerando la sola terra fine, al di sotto del citato valore soglia. Tale effetto è dovuto all’interruzione delle linee di flusso idrico da parte dei frammenti grossolani.
È stata definita una funzione, partendo dai lavori di Hazen, Skirvin e Krumbein Monk, che restituisce l’andamento della Ksat in funzione della percentuale di scheletro e della tessitura della terra fine, rendendolo dapprima leggermente decrescente, poi fortemente crescente.
Curva di ritenzione idrica: Per la parametrizzazione in continuo della curva di ritenzione è stata adottata la forma funzionale proposta da Van Genuchten, che viene espressa come segue:

θ = θr + (θs – θr)/[1+(ah)n)]m
dove:
θ è il contenuto idrico a una data tensione h,
θr è il contenuto idrico residuale,
θs è il contenuto idrico a saturazione,
h è la tensione idrica,
a, n e m sono parametri dell’equazione.
Il parametro m è spesso posto uguale a –1/n.

Per gli orizzonti privi di determinazioni delle caratteristiche di ritenzione, che costituiscono la regola e non l’eccezione, sono state utilizzate delle PTF (Tabella 11) che stimano i parametri dell’equazione di Van Genuchten a partire da altri dati misurati, quali la tessitura, il carbonio organico e la densità apparente.

Descrizione metodo Priorità
Parametri della curva di Van Genuchten per orizzonti organici, in assenza di PTF specifiche 1
Parametri di Van Genuchten calcolati mediante fitting su dati misurati 2
Parametri della curva di Van Genuchten calcolati con la PTF di Hypres 3
Parametri della curva di Van Genuchten calcolati con la PTF di Scheiinost (parametri θs θr ) e di Simota (parametri α, n e m) 4
Parametri di Van Genuchten calcolati mediante la PTF di Vereecken 5
Parametri della curva di Van Genuchten calcolati con la PTF di Vereecken (parametri θs, θr ) e di Simota (parametri α, n e m) 6
Tabella 11. Metodo e relativa priorità utilizzati nella banca dati pedologica per il calcolo dei punti della curva di ritenzione idrica (Punti di pF)


Per ogni orizzonte, in base al campo di applicabilità delle varie PTF e della disponibilità di dati analitici, possono essere utilizzati più metodi di calcolo.

Caratteri di fertilità e diversità biologica dei suoli
L’andamento della diversità microbica è valutabile attraverso l’uso di quattro livelli di approfondimento. L’ analisi di I° livello (chimico, fisico e biologiche) secondo il protocollo descritto nel manuale edito da ISPRA in collaborazione con il CRA (Manuale Linee Guida sugli “Indicatori di Biodiversità per la sostenibilità in Agricoltura, ISPRA 47/2008) fa riferimento ai seguenti parametri analitici:

  • pH
  • granulometria
  • carbonati totali e attivi
  • C organico totale
  • C delle frazioni umica e fulvica
  • Parametri dell’umificazione (grado, tasso ed indice di umificazione)
  • Azoto totale e rapporto C/N
  • Respirazione microbica
  • Biomassa microbica (calcolo dell’IBF)

Parametri biochimici e di attività della biomassa microbica considerati:
Quoziente di mineralizzazione – qM (Dommergues, 1960): misura dell’attivita’ totale di mineralizzazione della frazione più labile della sostanza organica da parte della biomassa microbica
Quoziente metabolico – qCO2 (Anderson & Domsch, 1993): Attività di respirazione specifica della biomassa microbica
Carbonio microbico – stima quantitativa del Carbonio della biomassa microbica, Cmic, attraverso fumigazione con cloroformio per avere lisi cellulare e successiva estrazione (Vance et al., 1987)
Corg – stima della concentrazione di Carbonio Organico Totale, (Springer & Klee, 1954)
Respirazione basale del Terreno – misura dell’evoluzione di C-CO2 dal suolo stimata a 28 giorni (condizioni di campo) (Isermeyer, 1952)
Messa a punto di un protocollo di analisi di campionamento geostatistico per la definizione di un valore di indicatore “rappresentativo” dell’orizzonte superficiale.

Ricadute Progetto: prove applicative su aree campione

La base dati ANFIBIO è stata pensata e in corso di realizzazione per supportare una serie di progetti tematici di ricerca che necessitano di dati tematici a scala geografica (di bacino, regionale, subnazionale).
Sono in corso di realizzazione alcune applicazioni cartografiche tematiche con utilizzo base dati ANFIBIO, che di seguito vengono sinteticamente riportate.

  1. Progetto CRA Efficond: applicazione edgli indicatori relativi alla norma 3.1.b Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali (BCAA)
    Utilizzando i dati idrologici dei suoli (Ksat e Curve di ritenzione idriche caratteristiche) della base dati ANFIBIO sono stati applicati gli indicatori sviluppati per la norma 3.1. della condizionalità “mantenimento della struttura del suolo a seguito di lavorazioni in condizioni idrologiche appropriate” aventi come scopo la definizione di livelli idrici ottimali per le lavorazioni OTL (optimum tillage limit) ed UTL (Upper tillage limit). Tali condizioni sono state calcolate per i suoli delle regioni meridionali, su cui al momento è stato possibile applicare le pedofunzioni di calcolo dei parametri idrologici caratteristici della curva di ritenzione idrica. I primi risultati geografici dei contenuti idrici volumetrici soglia di OTL ed UTL per gli orizzonti superficiali nelle aree agricole sono riportati in figura 7.
  2. 2. Cartografia del contenuto di carbonio organico dei suoli forestali della regione Sicilia (Progetto CRA-CARBFORSIC)
    L’obiettivo del lavoro è stato la definizione di un metodo per la stima dello stock di carbonio nei suoli forestali della Sicilia, in base ai dati rilevati dell’Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi forestali del Carbonio (INFC), ed analizzati dal CRA-RPS, e ai dati pedologici della base dati nazionale CRA-ANFIBIO.

I risultati di tale attività (figura 8) sono stati presentati nel Workshop SISS-SIPE di Palermo nel Dicembre 2010 “Giornata Mondiale del Suolo- La percezione del suolo”, con un poster dal titolo: “Relazione tra vegetazione e contenuto di carbonio organico dei suoli nell’ambiente forestale della Sicilia: valutazione e stima degli stock sulla base della variabilità pedologica” (Napoli R., Marchetti A., Marchetti M., Riccioni F., Rivieccio R., Piccini C., Oradini A.,Paolanti M., Cibella R.).


Figura 7. Classi di valori soglia di contenuto idrico (volumetrico) di Upper Tillage Limit (UTL) per gli orizzonti superficiali dei suoli delle aree agricole delle regioni meridionali.




Figura 8. Cartografia del contenuto di carbonio organico (SOC) dei suoli forestali della Regione Sicilia

Sviluppi ed applicazioni tematiche in corso
Di seguito si riportano i progetti in corso e/o in fase di partenza o di presentazione che hanno un collegamento fondamentale sui dati di tipo fisico-idrologico dei suoli a scala geografica:

Progetto EFFICOND (in corso)
Efficacia della Norma 2.2: Avvicendamento delle colture, finalizzata al mantenimento del livello di sostanza organica nel suolo e di salvaguardare la sua struttura.
Utilizzo ANFIBIO: applicazione su scala geografi cadi caratterizzazione capacità di ritenzione idrica e di contenuto in corg a supporto di applicazione indicatori/modelli sviluppati dal progetto

Stima fabbisogni irirgui nazionale (INEA-CRA)
Applicazione Modelli di calcolo dei fabbisogni irrigui e di rischio di salinizzazione del suolo (Progetto REL CRA-RPS – INEA).
Utilizzo ANFIBIO:applicazione dei modelli CRA (R.Napoli et alii) su scala nazionale

Progetto RAAM (in corso) Azioni di supporto tecnico-scientifico in materia di relazioni agricoltura-ambiente per l’implementazione della normativa nazionale ed internazionale.
Azione 1.Direttiva per la protezione delle acque dai nitrati 91/676: revisione della direttiva, revisione dei criteri per la valutazione delle aree vulnerabili, predisposizione dei programmi d’azione, codici di buona pratica agricola per la protezione delle acque dai nitrati.
Utilizzo ANFIBIO: applicazione di alcune proposte metodologiche nuove su base geografica con modelli a scala di bacino/regionale
Azione 3. Calcolo con modellistica dei coefficienti di sequestro del carbonio organico dei suoli agricoli italiani. In accordo con l’AGEA ed il MIPAAF sono in corso le selezioni dei punti della bd Agrit per il campionamento e l’analisi del carbonio organico scelti sulla base della prossimità a suoli già rilevati e con dati esistenti (bd Anfibio) in modo da applicare e validare modelli di turn over del carbonio organico nel suolo.
Utilizzo ANFIBIO: selezione punti su Veneto e Friuli Venezia Giulia sulla base di dati pedologici pregressi con dati di carbonio organico.

Carta della biodiversità dei suoli della regione Lombardia
E’ in fase di sviluppo l’analisi geografica comparativa tra i dati tematici di fertilità e biodiversità dei progetti CRA-RPS Ferbio, Fersoil e SoilQualiMon (acquisiti in bd Anfibio) con la variabilità pedologica delle aree agricole di pianura lombarda. Tale attività ha come scopo la messa a punto di legami tra suoli e variabilità della biodiversità, con riporto cartografico finale.
Utilizzo ANFIBIO: aggancio alle tipologie di suolo della Lombardia dei dati tematici di fertilità e biodiversità.

Pubblicazioni chiave

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COSTANTINI E.A.C., MAGINI S., NAPOLI R., 2003. A Land System Database of Italy. In Proceedings of 4th European Congress on Regional Geoscientific Cartography and Information Systems.

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