Le bioraffinerie per l'agricoltura e l'agroindustria

06/12/2013

Centro Congressi Environment Park, Torino 6 dicembre 2013

La sostenibilità dei processi produttivi agricoli, agrozootecnici ed agroindustriali passa oggi necessariamente attraverso la valorizzazione dei sottoprodotti e degli scarti, con cui è possibile incrementare il valore aggiunto ed il reddito dell’impresa. E’ con questa visione che si sta diffondendo il concetto di impresa agricola come bioraffineria, in cui più processi si affiancano e si susseguono per pervenire alla massima possibile conversione delle risorse in prodotti. Molti di quelli che in passato erano considerati rifiuti divengono così ora, ove possibile, sottoprodotti o intermedi di lavorazione, da utilizzare come fonti di energia rinnovabile, o per l’estrazione o la produzione di biomolecole, commodity chemicals o biomasse. Il riutilizzo dei residui in molti casi contribuisce anche a ridurne il carico inquinante, consentendo di migliorare contemporaneamente il bilancio economico e la sostenibilità ambientale del processo.

Il 6 dicembre 2013 si è tenuto a Torino il Workshop "Le bioraffinerie per l'agricoltura e l'agroindustria", un’occasione di aggiornamento e di dibattito su alcuni aspetti tecnici e normativi riguardanti le filiere bioenergetiche e biotecnologiche legate al mondo produttivo agricolo. Nell’ambito del workshop sono stati presentati i risultati del progetto BIOMOLENER “Recupero di scarti derivanti da attività agrozootecniche ed agroindustriali per la produzione di biomolecole ad elevato valore aggiunto e biocombustibili” (finanziamento MIPAAF DM 26277/7303/09). Il progetto (BIOMOLENER), coordinato dal C.R.A.-RPS di Torino e realizzato con la partecipazione del Politecnico di Torino e di Legacoop Agroalimentare, ha portato all’elaborazione di un modello di bioraffineria per il comparto agrozootecnico-lattierocaseario basato su un sistema integrato di riutilizzo dei principali effluenti: liquami zootecnici, siero di latte e scotta.

Dopo l’apertura dei lavori a cura di Stefano Bisoffi, Direttore Scientifico del C.R.A., ed i saluti delle autorità, la prima parte della giornata è stata dedicata ad una panoramica sullo stato dell’arte del settore. Nicola Colonna (ENEA UTAGRI)  ha illustrato la situazione attuale delle principali filiere bioenergetiche, con un occhio di riguardo a quelle basate sul riutilizzo di scarti e sottoprodotti. Bernardo Ruggeri (Politecnico di Torino) ha poi approfondito la tematica della produzione di biogas come alternativa ai combustibili fossili per la produzione di energia. Si è passati quindi ad alcune testimonianze del mondo dell’imprenditoria: Sandro Cobror ha presentato l’attività e le strategie del gruppo Mossi&Ghisolfi, che ha recentemente inaugurato lo stabilimento di Crescentino per la produzione di bioetanolo di seconda e terza generazione, mentre Sara Guerrini ha portato la più recente esperienza di Novamont nella produzione di bioplastiche e negli impieghi in agricoltura. A seguire Sofia Mannelli (Chimica Verde Bionet) ha fornito un prezioso aggiornamento sulla normativa relativa alla classificazione di rifiuti, residui e sottoprodotti derivanti dalle lavorazioni agricole e agroindustriali ed ai possibili riutilizzi.

La seconda parte della giornata è stata dedicata alla presentazione dei risultati del progetto BIOMOLENER “Recupero di scarti derivanti da attività agrozootecniche ed agroindustriali per la produzione di biomolecole ad elevato valore aggiunto e biocombustibili”. Laura Bardi (C.R.A.-RPS), coordinatrice del progetto ed organizzatrice del workshop, ha descritto il modello di bioraffineria elaborato per valorizzare gli effluenti di caseificio. Questi sono stati utilizzati per produrre biomolecole (proteine, bioplastiche, acido lattico), biomasse microbiche (microalghe, lieviti) o biocombustibili (bioetanolo, biogas), migliorando il valore aggiunto dei processi e riducendo il carico inquinante dei residui, incrementando quindi la sostenibilità economica, ambientale ed energetica dell’azienda nel suo complesso. I singoli partecipanti al progetto hanno poi descritto le attività svolte su ciascuna linea di ricerca. Luca Marmo (Politecnico di Torino) ha parlato dell’estrazione di proteine e lipidi tramite ultrafiltrazione. Lorenzo Bertin (Università di Bologna) ha presentato un processo innovativo di codigestione anaerobica a doppio stadio di siero di latte e reflui zootecnici per produrre biometano.   Francesca Bosco (Politecnico di Torino) ha descritto un processo di produzione simultanea di bioplastiche ed acido lattico con un consorzio microbico naturale. Laura Bardi  (C.R.A.-RPS) ha presentato un processo di fermentazione semicontinua per produrre bioetanolo. Riccardo Carletto (Politecnico di Torino) ha dimostrato che anche dai reflui di tutti i processi precedentemente descritti, compresa l’anidride carbonica prodotta dalle fermentazioni, è possibile ottenere ancora biogas e biomasse microalgali. Infine Luca Marmo (Politecnico di Torino) e Biagio Bergesio (Legacoop agroalimentare) hanno illustrato la progettazione, l’allestimento e la messa in opera dell’impianto pilota con cui è stato realizzato lo scale-up dei processi sviluppati i laboratorio.

La giornata si è conclusa con una tavola rotonda, dedicata a ricerca e trasferimento tecnologico, presieduta inizialmente da Elisabetta Lupotto (Direttore di Dipartimento C.R.A.) e a seguire da Stefano Bisoffi (Direttore Scientifico C.R.A.), a cui hanno partecipato Anna Benedetti (C.R.A.-RPS), Caterina Ronco (Regione Piemonte, Assessorato all'Agricoltura e foreste e alla Caccia e pesca), Shiva Loccisano (Incubatore Imprese,  Politecnico di Torino), Sofia Mannelli (Chimica Verde Bionet) e Ezio Veggia (Agrinsieme).

In allegato le presentazioni.

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